“O Sarai Ribelle o Non Sarai…” • Censura a tempo di record

È stato oscurato a tempo di record , ovvero dopo appena 36 ore l'assembramento sonoro, così è stato volutamente e provocatoriamente chiamato da Antonello Cresti, musicologo e saggista, ideatore del progetto che in dichiarato contrasto al politicamente corretto ha coinvolto più di 100 artisti con altrettante composizioni per dare voce alle più disparate e libere forme di espressione musicale in un unico contenitore o compilation che dir si voglia ma nella fattispecie un vero e proprio assembramento per l'appunto, coadiuvato dalla Hellbones Records che ne ha reso possibile la pubblicazione sulla piattaforma notoriamente identificata come, udite udite “indipendente" ossia Bandcamp.

Ora, avendo io stesso contribuito con un mio brano al progetto, non ho volutamente chiesto spiegazioni sulle ragioni che avrebbero causato l'azione censoria non foss’altro per il fatto che ho avuto modo di ascoltare ogni singola traccia constatandone in termini generali, l'assoluto valore dei contenuti siano essi musicali oppure lirici. Tra provocazioni, alterazioni, dissonanze, distorsioni, satira e tanta autoironia ho trovato che ci siano molti più spunti di riflessione tra le note e le non note di questa sequenza di brani che in mille altri dibattiti tra interlocutori saccenti e in taluni casi accompagnati dal dono dell’autoreferenza nei quali siamo soliti imbatterci (poiché me ne guardo bene dal subirne ogni singolo respiro) divulgati con arrogante e inquietante frequenza sulle reti TV nazionali, per non parlare di tutto il materiale che la stampa allinea a corredo.

Non è mia intenzione addentrarmi nella descrizione delle opere contenute nella compilation, non è detto che me ne occupi in un prossimo futuro, questo perché il tema è ben altro e credo sia giusto precisare prima di ogni altra cosa che i partecipanti a tale assembramento sonoro sono stati coinvolti in maniera del tutto autonoma. Non esiste alcun collegamento tra i vari artisti che a maggior ragione sono da considerarsi appunto vari per definizione e ancor più significativo è il fatto che non esista alla base nessun schieramento sia esso politico, sociale o di opinione bensì una libera e incondizionata interpretazione del tema proposto dallo scrittore Antonello Cresti ovverosia la reiterata applicazione del politicamente corretto da parte dei manipolatori del discorso universale contemporaneo.

Quindi è cosa alquanto palese e dai connotati grotteschi che la mano inquisitoria della censura sia intervenuta con tale solerte indignazione. Un tentativo che oserei definire scellerato e perché no, se visto dal loro ristrettissimo punto di vista addirittura ironicamente e paradossalmente irresponsabile, parola così tanto amata dai censori, e così tanto potente da aver scalzato e in un certo modo sostituito la più tradizionale quanto ammuffita corrispettiva morale cattolica.
La Musica in quanto arte fluida e modulare più di ogni altra, trova comunque la sua strada.

Trovo ancora più assurdo che ancora si pensi che azzerare il volume di una canzone possa servire a cancellarne la potenza e ancor più il valore poiché il silenzio che ne seguirà scatenerà la curiosità, la passione, il vigore, la rivalsa.

Tutto ciò è semplicemente patetico e tristemente insapore come certe musiche costruite per "farci tanto divertire”.

Alziamo il volume, è tempo di essere non solo di agire!

Cristiano Contin

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