Warner Meadows, il cuore di Harlem

È come passeggiare tra i vicoli di Harlem, anche se non ci sei mai stato e improvvisamente fermarsi a guardare in sù attirati da una musica che non riesci a definire, che sfila timida e sorniona dalla finestra socchiusa di una stanza da dove puoi scorgere il profilo di un vecchio piano verticale e l’ombra giovane e malinconica di chi in quel momento sembra essere rapito dalla poesia, dai sogni, dal mondo che immagina e che prova a raccontare. Ed io sono contemporaneamente dentro quella stanza, e con la mano sfioro le corde di una chitarra appoggiata su una sedia e ne respiro la polvere e l’odore di qualcosa di lontano che non riesco a riconoscere ma che mi è comunque famigliare.
All’improvviso le voci, gli accenti, le lingue si alternano e si sovrappongono come i suoni, e lo fanno con gentilezza ma senza risultare dimessi bensì con una nota di fierezza e speranza.

"Sueño" è il titolo del primo brano di “From Harlem with love” l’album di debutto di Warner Meadows ed è anche il suo modo naturale, quasi informale di presentarsi prima di parlarci delle sue passioni, delle ambizioni della sua visione musicalmente intesa.
America Latina e Harlem si incontrano e danzano nel sogno raccontato in “paloma’s dream” e poi l’impeto improvvisativo del Jazz irrompe coi colpi di batteria e il groove di “Till I’m Ghost”e poi di nuovo grazia e profonda intimità nelle note e nel misurato arrangiamento di “Nia’s Theme”.

Questo ragazzo di New York diplomato alla Brown University ci parla del suo amore per la Musica classica, l’Hip Hop e per il Jazz e lo fa con una naturalezza quasi disarmante, con un linguaggio fluido e immediato ci accoglie nella sua stanza, il suo mondo così ricco di diversità e di richiami al senso del bello.

Ho vissuto l’ascolto di questo album come ne fossi io stesso protagonista diviso in questa seppur virtuale contrapposizione rappresentata dal passante per le vie di Harlem e dallo spettatore nella stanza, ho sentito il suono degli strumenti, del pianoforte così vicini da poterli quasi toccare il tutto in un clima confidenziale, rilassato mai austero, mai ostile. Non vi è prepotenza né superficialità nella musica di Warner, ma tanta verità e gentilezza da renderla unica e allo stesso tempo universale.

Cristiano Contin